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Patéla di Prinias Qui si crede di aver riconosciuta l'antica Rhizenia (o Rizinia, in greco "Ριζηνία" ).
Patéla di Prinias Il tempio A (datato intorno al 625-620 a.C.), fu trovato e identificato nelle campagne di scavo di Pernier. La struttura è costituita da una cella semplice con ingresso "in antis", tale edificio prende il nome di "Oikos". Il soffitto (forse a spioventi) doveva essere retto da due colonnine lignee disposte in senso longitudinale le cui basi in pietra sono tuttora visibili, attorno alle quali si officiavano diversi rituali con il fuoco (data una cospicua presenza di ceneri all'interno di una "eschara", ossia "focolare" di forma rettangolare).
Patéla di Prinias Per giungere in cima si attraversa - in condizioni di alta pericolosità e la notte del 26 al buio - uno stretto sentiero ricavato lungo il bordo settentrionale, affacciato sullo strapiombo. Tuttavia il rischio non sembra scoraggiare i fedeli - provenienti non solo da tutta l'Isola ma anche dalla Grecia continentale - che invece sembrano ben lieti di giungere fino in cima da cui poter godere dell'eccezionale panorama che la Patéla offre: dalle pendici ovest dei monti "Psiloritis" di Heraklion a nord e ad est fino alla cima del pianoro di "Lassithi".
Patéla di Prinias L'esplorazione della città si è soprattutto sviluppata nel settore sud-orientale della Patéla (nell'area ad est dei templi A e B scoperti da Pernier e nella terrazza che si affaccia sul margine meridionale dell'altura), dove l'impianto è caratterizzato da particolari edifici irregolari che si sviluppano nel senso est-ovest e da stradine tortuose che sembrano seguire i capricci del terreno.
Patéla di Prinias Nel suo ultimo impianto, databile al periodo compreso fra i secoli VIII e VII, la città è caratterizzata da una maglia di strade regolari che delimitano isolati composti da ambienti di grandi dimensioni. Un terzo edificio templare, il tempio C, è databile al periodo di transizione tra gli altri due edifici religiosi (tempio B e tempio A). Dal sito sono emersi inoltre i resti di un santuario protoarcaico. La fase più recente (i pavimenti) appartengono alla fase di abbandono, in quanto poco anteriori alla distruzione degli edifici, e si datano alla metà del VI secolo a.C., mentre i materiali e i resti più antichi sono del XIII secolo a.C.. Di recente (2007) si sono scoperti nuovi dati sui culti ivi praticati. È infatti venuto alla luce un insieme di tre pilastrini identificato con una possibile triade divina (si tratterebbe di divinità "aniconiche" - cioè prive di immagine - rappresentate dagli stessi pilastrini) che rievocano il "Tripillar Shrine" scoperto da archeologi canadesi a Kommòs (sulla costa meridionale dell'Isola), dove si era presupposto un legame con la frequentazione del sito da parte di mercanti e navigatori fenici.
Patéla di Prinias Nel corso delle ricerche condotte negli ultimi anni sono stati scoperti nuovi rilievi che integrano il complesso delle sculture. Tali frammenti si è proposto di ricollocarli, insieme ad un progetto di pulitura, revisione e nuova esposizione delle sculture del tempio A nel Museo di Iraklion. Gli studi che ne conseguiranno daranno l'occasione di riprendere, con nuova documentazione, il problema della ricostruzione del tempio A, a tutt'oggi tassello fondamentale nella storia dell'architettura greca. Nelle indagini effettuate nel corso del 2003 e 2005 si sono trovate le più antiche tracce di frequentazione dell'area a ovest del tempio, Tardo Minoico III C, mentre nel 2007 a ridosso dello stesso sono venute alla luce tracce di frequentazioni del periodo Sub-Minoico.
Patéla di Prinias Nelle immediate vicinanze invece sono venute alla luce le antiche Necropoli, attestate durante lo stesso periodo di vita della città, ed esplorate tra il 1969 e il 1978.
Patéla di Prinias La Patéla di Priniàs (dal greco "Πατέλλα", altopiano) è un altopiano che dista poco più di due chilometri di distanza dal piccolo borgo omonimo.
Patéla di Prinias La località fu individuata da Federico Halbherr nel 1894, sulle pendici orientali del Monte Ida, ma è la missione archeologica italiana di Creta, diretta da Luigi Pernier a fare le scoperte più importanti fra il 1906 e il 1908. Le tre campagne di scavi condotte si conclusero con la scoperta di due templi protoarcaici (denominati A e B) e di una fortezza di età tardo classica - ellenistica.
Patéla di Prinias L'importanza del sito è universalmente conosciuta in quanto si tratta dell'unica città nota la cui continuità di vita è attestata lungo il cosiddetto Medioevo ellenico e presenta tracce di frequentazione fino all'età ellenistica (quando viene edificato nella parte orientale della collina un impianto fortificato chiamato appunto "La Fortezza").