Top 10 similar words or synonyms for delvina

tepelenë    0.811025

përmet    0.793575

gjirokastra    0.784658

fushë    0.783309

korça    0.782855

skrapar    0.773428

qendër    0.770501

pogradec    0.769377

librazhd    0.767096

bilisht    0.762425

Top 30 analogous words or synonyms for delvina

Article Example
Delvina Delvina, (in greco "Dhelvinion", "Δελβινιον") è una città dell'Albania, capoluogo del distretto di Delvina (prefettura di Valona) di 6.475 abitanti (dati 2001).
Distretto di Delvina Il distretto comprende una municipalità e 3 comuni:
Distretto di Delvina Il distretto di Delvina (in albanese: "Rrethi i Delvinës") è uno dei 36 distretti dell'Albania. Appartiene alla prefettura di Valona.
Distretto di Delvina Nel distretto di Delvina vive una minoranza etno-linguistica di origine greca.
Mali i Gjerë Sul versante orientale dei monti si trova la città di Argirocastro, dall'altro lato sulle pendici sud-ovest Delvina. Tra i 572 metri, il Passo Muzina (albanese Qafa e mucina) Delvina e Saranda si collega con il Drinostal. In Mali i Gjerë deriva dal breve, ma tuttavia il fiume Bistrica anno ricco d'acqua. Il suo affluente principale è alimentata da una grande sorgente carsica Syri i Kalter, anche per il suo bellissimo ambiente, una popolare meta turistica della regione.
Alì Pascià di Tepeleni Nel 1783 prese contatti con i veneziani, supportandoli nella lotta contro il nuovo governatore di Delvina, Mustafa Kokka Pascià (un protetto di Kurt Ahmed Pascià), in cambio del loro supporto politico: mentre Tepeleni screditava il potere di Mustafà seminando il caos nella regione da lui controllata, il bailo della Serenissima perorava la candidatura di Ali a nuovo Pascià di Delvina presso la Sublime Porta. La mossa riuscì. Le autorità Costantinopolitane stavano in quegli anni chiudendo i loro debiti con i capi-guerra albanesi (dovuti alle prestazioni militari fornite durante la Rivolta Orlov del 1770) saldando il dovuto con onori e titoli: l'accomodamento con Ali Pascià non era dunque affatto nuovo. Nel marzo 1784, Ali ottenne dunque dal sultano Abdul Hamid I il titolo di Pascià ed entro agosto occupò Delvina, dopodiché ottenne da Istanbul la nomina a "Mutasarrıf" della roccaforte di Giannina. Il dominio su Giannina gli venne subito revocato ma Ali rifiutò di abbandonare la città e ne venne cacciato con la forza da Kurt Ahmed Pascià. Continuò la sua scalata al potere ottenendo la nomina a Pascià del Sangiaccato di Trikala nel 1786.
Repubblica Autonoma dell'Epiro del Nord Non appena l'esercito greco si ritirò, scoppiarono conflitti armati fra albanesi e forze del Nord Epiro. Nelle regioni di Himarra, Saranda, Argirocastro e Delvina, la rivolta è stata attiva sin dai primi giorni della dichiarazione, e le forze autonomiste riuscirono ad ingaggiare con successo la gendarmeria albanese, nonché unità albanesi irregolari. Nel frattempo Zografos, considerando che le grandi potenze non avrebbe approvato l'annessione del Nord Epiro alla Grecia, suggerì tre possibili soluzioni diplomatiche:
Repubblica Autonoma dell'Epiro del Nord Il Protocollo è stato ratificato dai rappresentanti delle grandi potenze ad Atene il 18 giugno, e da parte del governo albanese il 23 giugno. I rappresentanti epiroti riuniti in assemblea a Delvina diedero l'approvazione definitiva ai termini del protocollo, anche se i delegati di Himara protestarono sostenendo che solo l'unione con la Grecia poteva essere una soluzione praticabile. Durante i primi di luglio le città di Tepelene e Coriza (8 luglio) passarono sotto il controllo del governo provvisorio dell'Epiro del Nord.
Battaglia di Bizani Il 16 marzo l'esercito greco entrò a Ergiri e Delvina, conquistando Tepelenë il giorno successivo. Quando la prima guerra balcanica finì, i greci controllavano una zona che andava dai monti Acrocerauni ad ovest al lago Presba ad est, passando per Himara. I successi conseguiti in Epiro permisero all'alto comando greco di spostare le truppe sul fronte di Salonicco, in vista di un possibile conflitto con la Bulgaria, che rivendicava la città come propria.
Stathi Melani Padre Stathi Melani venne ucciso in un pozzo da alcuni soldati greci il 24 dicembre 1917. L'uccisione di Stathi scatenò un'ondata di ribellione e di rabbia non solo tra la popolazione delle province di Përmet, Leskovik e di Kolonje, ma anche a Gjirokastra, Tepelena, Delvina, Saranda, in Chameria ed a Valona, persino gli albanesi all'estero si ribellarono. Altre proteste a finché venissero arrestati gli assassini di Stathi Melani sono state fatte alle autorità italiane che all'epoca occupavano l'Albania.